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LABORATORI NEL SOCIALE


 

Fare storie

laboratorio di teatro di autobiografia

 

Raccontare la propria autobiografia è un po’ come

essere innamorati per la prima volta

Philippe Lejeune

 

Informazioni sintetiche

(richiedi il progetto completo - info@cspartiterapie.it)

 

 

 

Destinatari: scuole superiori e centri educativi e riabilitativi diversamente abili.

Età > 14 anni

Periodo: ottobre/maggio, 32 incontri da 120 minuti

 

Premessa

Il laboratorio di teatro autobiografico non è diverso da quello teatrale,ma si caratterizza per il fatto di porre l’accento sulla storia personale come costruzione della propria identità e come bagaglio unico e ricchissimo di materiale che fa da sfondo a tutte le nostre fantasie.  Inventare una storia  è “ritrovare” in quel luogo che è la nostra memoria ( il latino invenire vuol dire proprio ritrovare),poco importa se consapevolmente o no.  Il gioco del teatro distrae la mente razionale e rende questo lavoro divertente e discreto, apre la strada a linguaggi nuovi e immediati,consente di agire e percepire liberamente nell’illusoria atmosfera dell’essere altro e altrove. Fare storie non è preparare uno spettacolo,ma può diventarlo quando il gruppo sente che la rappresentazione di ciò che si è “inventato” deve vivere come momento di comunicazione all’esterno.

 

Metodologia,finalità e obiettivi.

Ognuno considera,giustamente,la propria storia  sacra e inviolabile,e quando gli viene chiesto di raccontarla ne espone la parte che ritiene “presentabile”,limando e censurando, ingrandendo o minimizzando i particolari,secondo il contesto in cui si trova.

Nel laboratorio di teatro di autobiografia non è questo che viene richiesto. Ognuno entra nel luogo della memoria attraverso un passaggio graduale e quasi inconsapevole.

Lo strumento per questa operazione è il gioco. Sia il training sul corpo che il lavoro su ricordi ed emozioni è sempre guidato dal gioco. Il gioco non è finzione,ma “falsa finzione”; trasferisce nell’extraquotidiano regole e azioni,ripropone elementi reali in uno spazio che non è né interiore né esterno,una sorta di piattaforma da cui è possibile osservare nell’una e nell’altra direzione a distanza di sicurezza, quindi senza paura.