Arte

Una sperimentazione personale, un'esperienza conoscitiva.

Teatroterapia

Teatroterapia
background

Tipologia di intervento:
teatro come rivoluzione, grido, rivolta: monito per il presente… parabola per raccontare se stessi

Premessa

L’intento del laboratorio è di fornire un percorso guidato con una sperimentazione personale, una esperienza conoscitiva che parta da alcune suggestioni artistiche e che proponga l’arte come gioco, curiosità, terapia.
RITENIAMO CHE NELL’EDUCAZIONE COME IN TERAPIA IL CAMMINO SIA PIU’ IMPORTANTE DELLA META E IL PROCESSO PIU’ SIGNIFICATIVO DEL PRODOTTO.
Il lavoro del nostro gruppo va nella direzione di un laboratorio teatrale senza avere come obiettivo la messa in scena di uno spettacolo.

La teatroterapia è una forma di arteterapia di gruppo; è un approccio globale alla persona che, avvalendosi di tecniche teatrali (linguaggio del corpo e suono della voce), permette la piena espressione di sé.
Attraverso il gioco e il mettersi in gioco con gli altri compagni di uno stesso viaggio, si frantumano le molteplici maschere che quotidianamente veniamo ad indossare.
Questo permette di entrare in contatto con le proprie istanze più intime e fa emergere una creatività di cui spesso ignoriamo l’esistenza.
La teatroterapia implica l’educazione alla sensorialità e alla percezione del proprio movimento corporeo e vocale; agisce attraverso la rappresentazione di personaggi extra quotidiani (principalmente improvvisati), implicando un minuzioso lavoro pre-espressivo.

L’obiettivo della seduta di teatroterapia è rendere armonico il rapporto tra corpo, voce, mente, all’interno della relazione con l’altro, gli altri, se stessi e la propria creatività interpretativa.
Gli effetti delle sedute di gruppo continuano a produrre risultati sul singolo anche dopo la seduta stessa, poiché gli stimoli ricevuti entrano a far parte di un’esperienza profonda, che la persona può integrare nella vita di tutti i giorni.
Il potere fortemente terapeutico, insito nell’esperienza teatrale, deriva direttamente da quel meccanismo illusorio che permette, sulla scena, di essere “altro ed altrove“.

All’attore è data la possibilità di esplorare la propria personalità interpretando i vari ruoli, che possono essere differenti e, a volte, contrastanti fra loro. Proprio nella frantumazione della persona in questa molteplicità di “drammatis personae“ risiede la funzione terapeutica del mezzo teatrale (non a caso la parola “persona“, in latino, ha il significato originario di “maschera teatrale“, solo in seguito essa ha assunto il significato di “ individuo “). Metaforicamente, l’attore deve vestire diverse “personae“ per adeguarsi al mutare della scena, così come la vita ci induce ad indossare molteplici ruoli secondo le situazioni in cui ci troviamo, con le contraddizioni che questi ruoli a volte comportano. Forse, allora provare a vestire i panni dell’altro in scena può essere d’aiuto alla costruzione di una personalità più completa e consapevole.

Un altro concetto fondamentale, proprio dell’esperienza teatrale, che può essere d’aiuto a comprenderne la proprietà terapeutica, è che ogni attore entra in scena sia in senso fisico, sia in senso figurato. Quest’ambivalenza ha un’utilità fondamentale: viene superata una soglia reale, fisica che determina lo spazio scenico, viene anche oltrepassata una soglia virtuale, permettendo all’attore di “autorizzarsi“ a compiere azioni che, altrimenti, non compierebbe.
Oltrepassare queste soglie significa addentrarsi nel mondo simbolico dell’astrazione.

Filo conduttore degli incontri “NARRAZIONE” 
Il permettere la creazione di una narrazione (drammaturgia, poesia, silenzi, suoni, arte…) offre l’opportunità di affrontare una serie di tematiche riguardanti il proprio cammino verso un’indipendenza creativa. Il canovaccio sul quale tessere dei percorsi personali, nei diversi incontri, è organizzato come un grande gioco, ricco di magie e provocazioni, dove ogni personaggio è portatore di sentimenti ed emozioni da permettere a ciascuno la possibilità di identificarsi in uno di essi e comprenderne il pensiero e lo stato d’animo.
Ci saranno:
- Improvvisazioni da creare
- Disegni, pittura e musica
- Incontri con personaggi
- Poesie da ascoltare, interpretare, scrivere
- Manipolazione della creta
- Travestimenti per interpretare alcuni personaggi

Obiettivi

Il progetto vuole essere un’occasione per:
- Fornire uno spazio in cui poter esprimere, attraverso il filtro della narrazione, la propria emotività (rabbia, paure, fantasie abbandoniche…)
- Sostenerlo nella legittimità e naturalezza di tali umane emozioni
- Incanalare in modo adeguato i propri vissuti, attraverso l’arte.

...Favorendo:
- I processi di crescita corporea, psichica e relazionale
- La loro integrazione nel gruppo di lavoro
- Il dialogo tra componenti razionali e dimensioni creative
- L’ideazione, progettazione e la realizzazione di strumenti artistico-comunicativi

...Stimolando:
- La sensibilità
- La partecipazione
- La collaborazione
- L’ascolto
- Lo spirito di osservazione e quello di esplorazione
- La creatività manipolativa e immaginativa


Metodologia

L’atelier della “narrazione” presuppone una fase di ascolto, che permette all’utente di vivere emozioni ritrovando, più o meno consapevolmente, frammenti di storia personale;la fase successiva di drammatizzazione offre la possibilità di esprimere le emozioni provate. Il teatro permette l’incontro con le proprie potenzialità espressive in un luogo extra-quotidiano, altro dal luogo-copione quotidianamente interpellato e interpretato. Delicatezza e libertà sono due componenti che compongono il palcoscenico della rappresentazione. Gli esercizi che vengono proposti sono finalizzati alla creazione di un vissuto globale di appartenenza al gruppo. Tramite un lavora sul pre-espressivo si giungerà alla scoperta di una forma da condividere con gli altri e alla rappresentazione dei propri vissuti.


Le tematiche degli incontri saranno:
- Improvvisazione e spontaneità (gli utenti entreranno in una vera e propria bottega della fantasia)
- Affrontare le proprie paure (micromovimenti, dialogare attraverso il proprio corpo, corpo cantato e corpo parlato, immedesimazione, lavoro sulle paure, drammatizzazione)
- L’incontro con Sé e l’altro da Sé (gli scenari del Sé, l’argilla magica si anima, lavoro sul dare e ricevere)
- Percezione (I quattro elementi: Terra, Acqua, Fuoco, Aria)
- Forma (Uso degli oggetti simbolici, la finzione come liberazione dei meccanismi di difesa, creazione rappresentazione di una drammaturgia di gruppo)

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Teatroterapia: Il Palcoscenico come Spazio di Cura
Mettersi in gioco per ritrovare se stessi. La teatroterapia usa la messa in scena per trasformare le emozioni, sviluppare creatività e consapevolezza.
Ass. Centro Studi Politeama Artiterapie
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